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Open 2006

Climbing Ice World Cup 

 

 

OPEN FEMMINILE

Il primo verdetto della giornata arriva dalla gara femminile, le due vie dell'open hanno avuto come protagoniste le italiane Jenny Lavarda, Anna Torretta, la tedesca Ines Papert e la svizzera petra Muller che con percorso il netto di due top su due vie hanno conquistato il passaggio nella finale di domani a pieni voti e comandano a pari merito la classifica provvisoria.

Con loro stappano il biglietto per l'ultimo turno la francese Stephanie Moreau, al quinto posto provvisorio, seguita nell'ordine dal trio russo composto da Nataliya Kulikova (6°), Marina Rashitova (7°), Maria Shabalina (8°). Quindi concludono l'elenco delle 12 finaliste la britannica Murray Fiona (9°), l'austriaca Kirsten Buchmann e la russa Mariam Filipova, parimerito al 10° posto, ed infine l'italiana Barbara Zwerger. Da segnalare che tutte queste finaliste hanno realizzato il top nella prima via.

Le ragazze hanno dovuto affrontare una prima via che, nella seconda parte, quella sul pannello di dry tooling, ha alternato un trasbordo su una stalattite mobile per poi ritornare al pannello per il top finale. Il secondo tracciato correva, invece, su una delle colonne centrali e proponeva un gran viaggio tutto su ghiaccio, a parte il finale su pannello.

In questa prima fase di gara Jenny Lavarda, Anna Torretta, Ines Papert e Petra Muller hanno dimostrato di avere un buon margine, tutte e quattro hanno affrontato questa primo turno senza patemi, se non qualche accenno di emozione per le italiane. Jenny è migliorata molto dalla sua prima gara su ghiaccio dell'anno scorso mentre Anna Torretta ha ancora una volta dimostrato di essere tra le più tecniche del circuito.

Da quel che si è visto oggi saranno loro insieme, naturalmente ad Ines Papert e Petra Muller le candidate al podio, anche se bisogna dire che domani la musica cambierà: sia per la difficoltà delle vie sia per la speciale formula di gara del KO. Chi, invece, ha deluso è stata senz'altro l'austriaca Kirsten Buchmann tradita dalla prima via proprio vicino al top, e poi incapace di riaversi sulla seconda.

La più bella novità, invece, è tutta italiana e si chiama Barbara Zwerger, viene da Bolzano e ha cominciato solo da quest'anno a partecipare alle competizioni di ice climbing del circuito della Alpin Cup, il campionato italiano di arrampicata su ghiaccio. Il suo ingresso in finale è sicuramente un bel risultato, ma chissà la bolzanina può fare ancor meglio. Delle altre finaliste una bella impressione ha destato la piccola francese Stéphane Maureau e, come sempre, il gruppetto delle russe con Nataliya Kulikova e Marina Rashitova in testa, la loro esperienza potrebbe fare la differenza, ma il ghiaccio è questione anche di cuore e le, itaiane, Anna, Jenny e Barbara ne hanno da vendere...

 

OPEN MASCHILE

Nella maratona della qualificazione maschili, gli italiani Herbert Klammer, Mario Prinoth e Diego Mabboni, i fratelli svizzeri Simon e Samuel Anthamatten, il loro connazionale Simon Wandeler, l'austriaco Harald Berger (campione del mondo di ice boulder e difficoltà), l'ucraino Evgeny Ktyvosheytsev (campione del mondo di ice speed) e l'austriaco Albert Leichtfried hanno passato il turno con il massimo dei voti ovvero con un secco 3 top su 3 vie. Li seguono in finale, con due top e una "quasi" catena nella terza via, gli italiani Mauro "Bubu" Bole e Hannes Pfeifhofer con i russi Alexander Matveev e Alerei Vagin.

E' stata lunga (oltre 10 ore di gara!) e davvero molto dura oggi per gli atleti. Una gara infinita, con tre spettacolari vie che, piano piano, hanno macinato e soprattutto minato le forze degli specialisti dell'ice climbing, fino all'immenso soffitto ghiacciato del terzo step, vero ago bilancia per il passaggio del turno. Dire chi ha più impressionato oggi è difficile. Intanto una cosa si può dire di sicuro: rispetto all'anno scorso il livello, di tutti, si è alzato moltissimo. Poi, hanno sicuramente impressionato i fratelli sprint Anthamatten, ovvero la prova che, anche con le picche, si può fare arrampicata frizzante come lo champagne. E, ha destato la solita ammirazione la precisione e la tecnica del "principe" Harry Berger che, a parte l'interpretazione perfetta del gran tetto, è riuscito a risolvere, con gran classe, un attimo di defaiance per il recupero di un moschettonaggio "quasi saltato" nella prima via.

Ma, nella speciale classifica dei più "impressionanti", c'è da mettere anche la grande padronanza dell'altoatesino Herbert Klammer, il "fortissimo". La proverbiale eleganza (senza peso) del maestro d'arrampicata Mario Prinoth, davvero in gran forma, e la determinazione del trentino Doc dell'ice climbing Diego Mabboni. E poi c'è da dire dell'assoluta forza del gigante buono Evgeny Ktyvosheytsev. E, ancora, dell'austriaco Albert Leichtfried gran tecnico del dry tooling. Ma c'è anche da raccontare della grande lotta, sempre con il sorriso tra le labbra, dell'altoatesino volante Hannes Pfeifhofer e della grande grinta e positività di un Bubu Bole mai visto così tranquillo, determinato e concentrato.

Bisognerebbe poi raccontare anche della "sfortunata" prova di chi non è riuscito ad entrare nei top 12. Come Kurt Astner che, dopo aver chiuso in catena la prima via, è incappato in una piccola infrazione nella seconda: una picca appoggiata sull'altra per liberare una mano gli è costata lo stop, e pensare che con il successivo top sul terzo itinerario (il più difficile) avrebbe agevolmente passato il turno... Ma è giusto così, il regolamento va rispettato, altrimenti che gara sarebbe. D'altra parte sono in molti (e forti) ad essere rimasti fuori dalla finale... Ma questa, come si diceva all'inizio, è stata davvero una gara dura, una gara da guerrieri come solo gli ice climbers sanno essere nell'arrampicata.

Ora, mentre continua la gara di velocità, si pensa già a domani. Da quello che si è visto in campo sarà una battaglia senza esclusione di colpi, pardon di forza e tecnica. E i tracciatori, perfetti nel calibrare questi itinerari di qualificazione, dovranno inventare l'impossibile per il gran finale. Da indiscrezioni, avute da fonti ben informate, possiamo anticipare che per domani si stanno davvero preparando i fuochi di artificio per un grande e spettacolare ice climbing. D'altra parte con questi atleti il confine dell'impossibile da affrontare con piccozze e ramponi sembra infinito...

L'appuntamento è per domani alle 9,30 con la finale della difficoltà femminile e poi alle 14,00 quella maschile, in mezzo e in conclusione la gara della velocità. La giornata sarà elettrica all'Ice climbing stadium di Pracul... Non mancate!

 

di Vinicio Stefanello

 

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