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Finali 2005

Ines Papert e Harald Berger campioni del mondo di Ice boulder.

 

 

E' finita con una gara a due, con due super finali. Un testa a testa, inserito dall'inizio nel programma, che ha visto la Papert e la Koulikova tentare il difficile viaggio sul soffitto del terzo blocco della finale maschile. Mentre Harald Berger e Herbert Klammer, l'autentico ironman con le piccozze venuto dall'open, hanno dovuto affrontare una via pensata ad hoc per la super finale. Un problema davvero super.

 

Quello proposto alle due protagoniste della superfinale femminile era un viaggio quasi impossibile, ma la Papert, già prima nella classifica della finale, l'ha interpretato con la sua solita classe. E' lei senza discussione la campionessa del mondo, la più forte. Anche se nel duello con la Koulikova lo scarto tra le due non è stato poi così grande. Ines si è sicuramente meritata questa vittoria con un percorso ideale in questi due giorni di gara, alla Koulikova va dato il merito di averci creduto fino alla fine: è stato bello vederla lottare come una leonessa.

 

Nella superfinale maschile, Berger, prima di trovare il bandolo della soluzione del problema di metà via: un trasloco-lancio da una stalattite sospesa ad una corda, c'ha messo troppo tempo. 4 minuti appeso sulle braccia però sono tanti anche per lui e il pendolo, la soluzione giusta per il quiz, è arrivata troppo tardi anche per lui: ormai era finito e con lui anche il tempo arrivato al gong di fine corsa.

 

Restava da vedere la corsa di Herbert Klammer, l'unico ad aver concluso il turno di finale con tre top su tre vie. Herbert si è guadagnato l'ultimo turno aggiuntivo superando anche il campionissimo Harald, a cui era stato invalidato per un fallo di linea il secondo blocco, quello con lo spettacolare (lunghissimo e pauroso) salto da stalattite a stalattite. Era logico che tutti speravano nel miracolo. Non è andata così, nella superfinale l'altoatesino di Riva di Tures si è fermato ben sotto all'austriaco. Il titolo mondiale, dunque, è andato al maestro Harald Berger mentre Herbert Klammer è un felicissimo nonché incredulo secondo, e si merita il titolo di più bella scoperta di questi tre giorni di ice climbing mondiale della Valle di Daone.

 

Ma felici sembravano tutti, atleti e spettatori (a proposito ce n'era davvero oggi all'Ice stadium di Daone). Felicissima era Jenny Lavarda del suo terzo posto mondiale arrivato in una specialità, il ghiaccio, che la campionessa italiana di arrampicata sportiva pratica davvero da pochissimo. Come felice sembrava anche l'altro atleta proveniente dall'arrampicata sportiva, ovvero il campione di ice climbing svizzero Simon Wandeler, terzo in questa finale con due top, e grande interprete dello Yaniro sul grandioso soffitto ghiacciato di Daone.

 

D'altra parte le bellissime vie di oggi hanno lasciato con il fiato sospeso atleti e pubblico. E tutti, ancora una volta, hanno dato il meglio. Come l'ucraino Evgeny Krivosheytsev, il campione del mondo di velocità su ghiaccio che, tradito dal primo blocco, ha inseguito caparbiamente il podio. Alla fine, nonostante due top, Evgeny non è riuscito a superare Wandeler, per un tentativo in più su una zona. Ma in molti ricorderanno il suo salto vincente sulla seconda via che è stato l'unico con Klammer a chiudere. Come in molti ricorderanno la grinta di Bubu Bole che ha agguantato il 5° posto in finale. E poi, via via, le belle prove di tutti gli altri finalisti: Markus Bendler finito 6°, di Mario Prinoth parimerito al 7° posto con il quotato Albert Leichtfried e di Diego Mabbioni (9°).

 

Si dice sempre che la Valle di Daone è la più bella gara di ghiaccio del mondo. E, ad ogni manifestazione, si ripete che quella che si è appena conclusa è stata la migliore di sempre. Alle volte sembra quasi eccessivo continuare a ripeterlo. Ma dovete scusarci è andata così, ancora una volta. Perché questo campionato del mondo è stato un altro passo in avanti dell'ice climbing. Uno sport che si è dimostrato davvero spettacolare se praticato su una struttura e su un ghiaccio perfetto come quello "fabbricati" in Valle di Daone. E, naturalmente, su tracciati come quelli visti in questi giorni.

 

E' stato un successo, insomma. Merito ovviamente di tutti. Degli atleti, del gran maestro di strutture e ghiaccio Maurizio Gallo (coadiuvato dalle invenzioni di Placido Corradi), dei perfetti tracciatori: Attilio Munari, Marco e Massimo da Pozzo e Pietro dal Prà, dell'indispensabile ‘esercito' dei volontari della Valle di Daone capitanati da Candido Grezzi, presidente del Comitato Pareti di Cristallo. E merito, soprattutto, di una passione spropositata per l'arrampicata su ghiaccio e per questa Valle, perché si sa la passione è sempre la chiave dei successi veri.

 

Alla prossima dalla Valle di Daone


SUPER FINALE FEMMINILE
1 Papert Ines (Germany)
2 Koulikova Natalia (Russia)

 

SUPER FINALE MASCHILE
1 Berger Harald (Austria)
2 Klammer Herbert (Italy)

 

FINALE FEMMINILE
1 Papert Ines (Germany)
2 Koulikova Natalia (Russia)
3 Lavarda Jenny (Italy)
4 Muller Petra (Switzerland)
5 Shabalina Maria (Russia)
6 Filippova Maryam (Russia)

 

FINALE MASCHILE
1 Klammer Herbert (Italy)
2 Berger Harald (Austria)
3 Wandeler Simon (Switzerland)
4 Krivosheytsev Evgeny (Ukraine)
5 Bole Mauro (Italy)
6 Bendler Markus (Austria)
7 Prinoth Mario (Italy)
8 Leichtfried Albert (Austria)
9 Mabboni Diego (Italy)

 

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