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Finale maschile 2007

Markus Bendler vince l'Ice Master World Cup di Daone

 

A Daone l'austriaco Markus Bendler vince l'oro nella prima tappa della Coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio ed è il nuovo campione del mondo di ice boulder. Secondo è lo svizzero Simon Wandeler mentre l'altoadesino Herbert Klammer è 3°

 

 

Daone 21 gennaio 2007

E' Markus Bendler, da Innsbruck, il nuovo re della Valle di Daone. Dopo una gara intensa, di vera "lotta" all'ultimo colpo di piccozza, è stata la tenacia e la (grande) tecnica dell'atleta austriaco che ha trionfato, davanti all'assoluta eleganza dello svizzero Simon Wandeler e alla forza dell'iron-man bolzanino Herbert Klammer, per la seconda volta consecutiva sul terzo gradino del podio di Daone. Il campione austriaco ha conquistato l'oro, di questa prima tappa della Ice Climbing World Cup 2007 che lo laurea anche campione del mondo di ice boulder, con una prestazione davvero inappuntabile. Solo lui ha raggiunto 2 top sulle tre vie di finale, un bis che poi ha difeso con i denti sull'ultima lunghissima e bellissima via.

Ma non è stata una battaglia facile. La gara è vissuta su continui colpi di scena e suspense. Del resto è questo il dry tooling che si è visto in questa finale. Un gioco difficile quanto aleatorio, tecnico quanto solo per strong climber. Così è difficile non ricordare la prova di tutti i 9 protagonisti di questa finale. A cominciare da Mario Prinoth: una gara sfortunata la sua ma lottata con la classe che contraddistingue sempre il climber fassano. Per continuare con il russo Alexey Vagin e l'austriaco Albert Leichtfried (8° e 7° alla fine) che non si sono mai dati per vinti.

Come va sottolineata anche la prova tutta di sostanza dell'ucraino Evgeny Kryvosheytsev che, dopo un inizio in sordina, ha sfoderato un terzo round da campione andando altissimo sull'impressionante terza via, quella sul lungo (e quasi eterno) pilone centrale della zona ghiacciata della struttura. Evgeny è stato il primo a raggiungere il tetto finale dopo aver superato con una lunghissima maratona il difficile pannello iniziale, le tre stalattiti mobili a metà via e ancora un pannello in dry tooling... gli mancava solo il durissimo tetto finale. Ma anche questo avrebbe avuto i suoi speciali interpreti.

Primo fra tutti Mauro 'Bubu' Bole. Il veterano di questa gara e perciò amatissimo dai tifosi e dalla Valle è stato molto bravo nella prima via a spingersi nelle vicinanze del top. Poi, dopo un secondo turno in cui non ha saputo tirarsi fuori dal "balletto" delle stalattiti penzolanti sotto il gran tetto orizzontale, ecco che ha giocato la carta dell'esperienza e della tecnica riuscendo (per primo) ad agganciare l'uscita del tetto finale della terza via. Un numero che gli è costato sforzi enormi, qualche ferita da vero guerriero delle piccozze e un 5° posto finale che lo premia per una gara davvero bella (forse la sua più bella in Valle).

Tra le belle prestazioni c'è senz'altro da annoverare quella del russo Alexey Tomilov che guadagna due posizioni rispetto alla classifica della semifinale, e dal 6° passa al 4° posto finale, grazie al top (emulato solo da Bendler) sulla prima via e a un buonissimo risultato sul terzo problema della giornata. Bisogna dire che Tomilov, causa la rottura di una presa poi sostituita, ha avuto la possibilità di riposare un po' più degli altri prima di affrontare il terzo e ultimo itinerario; ma bisogna anche dire che questo non ha influito sulla classifica della gara.

In ogni caso il podio si è giocato su altre latitudini. Quelle dell'altoatesino Herbert Klammer che ormai dovrebbe averci abituati alla sua forza devastante ma che ogni volta sorprende tutti. Herbert, dopo essere incappato nella (solita) scivolata di picca all'inizio del delicato dry tooling della prima via, ha centrato per primo (seguito dal solito Bendler) il top del secondo itinerario, per poi arrivare (come un treno) in cima alla terza via. Peccato che quel top (sarebbe stato l'unico della via) gli sia stato poi tolto dai giudici per un aggancio di gamba non consentito... Va detto però che, visto come sono andate le cose, è possibile che anche con un percorso netto la classifica non sarebbe poi variata. Ricordiamo: qui vinceva chi sommava più punti e che le zone raggiunte valgono tanto meno quanti più sono gli atleti che le raggiungono.

Klanmmer dunque bissa il terzo posto dell'anno scorso e si conferma un grande atleta. Come è davvero un grande atleta Simon Wandeler, sempre inappuntabile nel suo stile di arrampicata. Lo svizzero, fermato dai giudici per l'uso di un appoggio non consentito nella prima via, è arrivato poi al top sia sul secondo sia sul terzo problema, ma in entrambi i casi l'ha fatto appena fuori dal tempo massimo... e così finisce 2°. Chi non ha sbagliato nulla è stato Markus Bendler davvero innarestabile oggi. La marcia dell'austriaco è stata devastante: top sul primo problema, (ri)top sul secondo e una terza via terminata altissima ad un passo dalla fine dando assolutamente anche l'ultima stilla di forza che aveva in corpo. Nulla da dire: è suo l'Ice Master World Cup 2007 ed è tutta sua la Valle di Daone.

Finisce così questa VI edizione della grande gara di Daone applaudita da un grande pubblico. Chi ha seguito queste cronache sa che non è stata un'avventura facile. Le temperature "malate" di questo inverno incredibile rischiavano di compromettere tutto il lavoro dei volontari e del Comitato Pareti di Cristallo. Non era facile rimediare e sopportare l'ultimo colpo arrivato con il Föhn (a +19 °C) di venerdì. Eppure la Valle ce l'ha fatta e ha vinto. Maurizio Gallo indispensabile "mente" di questa manifestazione (come ingegnere della struttura e direttore di gara), i (bravissimi) tracciatori Attilio Munari, Marco e Masssimo da Pozzo, Loris Manzana ed Herbert Rauchenker, e tutti i volontari del Comitato Pareti di Cristallo, con il presidente Romolo Ghezzi e Riccardo Milani responsabile dell'organizzazione in testa, hanno fatto il miracolo. La Valle di Daone, che ha sempre puntato sulla sua eccezionale struttura dove il re era il ghiaccio, s'è re-inventata proponendo un dry tooling all'altezza di ogni paragone, e tra i più belli mai visti in una competizione. Occorre esserne orgogliosi!

Per finire, come molte volte si è fatto in questi giorni, è giusto ricordare Harry Berger, il campione austriaco scomparso tragicamente lo scorso mese. Harry ha dato moltissimo al Master di Daone, come atleta e come uomo, e quest'edizione non può che essere dedicata a lui, alla sua compagna Kirsten e alla piccola Zoe!

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