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06 gen 2009
MAURIZIO GALLO CI SVELA LE NUOVE FRONTIERE DEL DRY TOOLING

"L'arrampicata su ghiaccio ha preso una strada nuova, più vicina al boulder. Come conferma anche l'attuale percorso di Daone, che affianca al ghiaccio pannelli in resina e prese in granito. Offrendo nuove opportunità, sia per gli atleti che per le aziende". Ce ne parla Maurizio Gallo, progettista della struttura dell'Ice Master.

 

 

Maurizio Gallo è il classico uomo tuttofare. È ingegnere, guida alpina e progettista della moderna struttura di gara dell'Ice Master. Che è in grado di assolvere all'arduo compito di garantire un sempre più elevato livello di difficoltà, facendo fronte alle temperature poco invernali degli ultimi tempi. Alla luce dell'impegno profuso nell'ideazione di nuovi tracciati, è considerato la chiave di lettura dell'evoluzione

storica dell'ice climbing. A lui, dunque, la parola.

 

Raccontaci gli step più importanti dell'evoluzione dell'arrampicata su ghiaccio.

Inizialmente l'ice climbing si praticava su semplici strutture verticali di ghiaccio. Ultimamente siamo approdati ai tratti di granito e/o di resina, concedendo allo sport

di evolvere. Con esso, è progredita anche la Coppa del Mondo di ice climbing.

Nello specifico: la prima edizione invernale di Daone del 2001 ha visto una struttura completamente ricoperta di ghiaccio. La scorsa edizione, invece, ha affiancato al

ghiaccio la resina (su pannelli e su un asteroide) e il granito (su tratti e prese).

 

Quindi un'evoluzione non solo gestuale ma anche "strutturale"?

Le competizioni d'arrampicata su ghiaccio hanno piano piano preso una strada nuova, più vicina al boulder. Quando nel 1999 decisi per la prima volta di inserire delle prese di arrampicata in una gara di ghiaccio, il campione francese Cristophe Moulin dichiarò alle riviste specializzate che quel giorno era nata una nuova disciplina.

La sua diffusione è dovuta soprattutto alla tendenza dei cascatisti di superare nuove linee praticando sempre più dry tooling, che garantisce un maggior grado di difficoltà.

 

Le competizioni completamente su ghiaccio sono quindi superate?

Direi di sì. All'inizio del 2000 il mondo delle competizioni si è trovato davanti a un bivio:

o si accettava l'idea di proseguire esclusivamente su strutture ghiacciate, con tutti i limiti che comportavano in termini di realizzazione e innalzamento dei limiti di difficoltà, oppure si cercava una nuova strada. Ho provato a immaginare una gestualità più vicina al bouldering. E così ha preso il via un processo evolutivo che ha interessato atleti, addetti ai lavori e regolamenti di gara.

 

Per un ghiacciatore di vecchia generazione come te, questa evoluzione non rappresenta un po' un tradimento alle origini?

Devo ammettere che al termine della gara del 2007, dove a causa delle temperature elevate avevamo dovuto inserire lunghi tratti di dry tooling su pannelli di legno, ero molto perplesso. Non vedere il ghiaccio è stato difficile da accettare. Ma mi sono reso conto che questa era l'unica strada per garantire un continuo sviluppo dell'ice climbing. E, stando ai feedback positivi registrati dagli atleti, non sono l'unico a pensarla così.

Che ruolo ha avuto l'evoluzione dei materiali nell'adozione di queste scelte?

Un ruolo decisamente strategico. Basti pensare allo stravolgimento della piccozza, con struttura in carbonio, acciai dalle lame particolari, impugnature più curve per una miglior presa e angolazioni manico lama specifiche per la disciplina.

Un'altra evoluzione ha poi riguardato gli scarponi, che oggi hanno ramponi incorporati per una maggior leggerezza e sensibilità in appoggio. Il loro esordio è avvenuto proprio a Daone nel 2001 quando venne presentato il modello Ice Comp.

Che nel 2002 consentì all'ucraino Eugeny Krivosheitcev di vincere il Campionato del Mondo assoluto. Questa innovazione mondiale fu consigliata da Riccardo Milani, che oltre ad occuparsi dell'organizzazione dell'Ice Master, svolge da oltre dieci anni consulenze tecniche per alcune aziende del settore. Questo, tra l'altro, evidenzia come gli addetti ai lavori dell'Ice Master siano sempre impegnati a cogliere gli input delle gare o dagli atleti per poi generare input o prodotti per il mercato.

 

 

Quindi questi tratti in ghiaccio assumeranno sempre più una finalità estetica?

La parte ghiacciata continuerà a esistere perché rappresenta l'anima della gara. E poi perché ha uno scopo pratico, prima che estetico. Questa parte coincide infatti con il tratto iniziale della struttura, che porta l'atleta nella zona più alta. Qui sarà prevista la fase più difficile e tecnica del percorso, aumentando la spettacolarità della gara. Più nel dettaglio, il percorso di Daone prevede l'attraversamento del tetto completamente ghiacciato di 35 mq, con dei passaggi estremi su dei pendoli che rappresentano le stalattiti (quest'anno purtroppo non ghiacciate). Da lì gli atleti devono superare strapiombi in dry tooling molto tecnici e delicati con gli avambracci già in riserva.

Da ultimo, una fase impegnativa, seppur non estrema, che mette a luce le capacità del climber.

 

La struttura dello scorso anno è stata la più alta mai realizzata al Mondo, per questo tipo di disciplina e competizioni.....

Cosa ci dobbiamo aspettare per questo imminente Ice Master?

Quest'anno abbiamo sviluppato la struttura più ampia, caratterizzata da un'importante presenza di zone ghiacciate alternate a zone con strapiombi più accentuati sulle due torri più alte, che rispetto allo scorso anno, ora strapiombano di oltre 7 metri dalla linea verticale, inoltre saranno applicate particolari prese per dry tooling costruite con il granito della Valle. Crediamo di poter migliorare e re-interpretare queste prese con nuovi materiali e forme, cosi da innovare ancora una volta la gestualità tecnica e lo spettacolo di queste gare. Comunque resta sotto inteso che per soddisfare tutte le curiosità in merito, consiglio a tutti di presenziare in Valle di Daone a vedere le acrobazie tecniche di questi incredibili atleti, è gioire dell'Ice Master 2009 - ottava edizione il che non è poco.............

Ah.....inoltre vi porgo i miei più sentiti auguri a tutti Voi di un felice 2009....on ice climbing.

EVVIVA L'ICE MASTER......................

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