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09 gen 2008 I SEGRETI DELL'ICE MASTER

Maurizio Gallo, ci spiega i segreti della nuova struttura dell'Ice Master di Daone, un innovativo progetto per l'ice climbing mondiale.
Daone 2008, qual è l'idea che ha mosso la progettazione della nuova struttura di gara per la prossima edizione dell'Ice Master?
Quello che sta nascendo in Valle di Daone è un grande rivoluzione nella progettazione delle strutture per le gare su ghiaccio. Una struttura artificiale che farà da palcoscenico agli atleti del circuito per proporre il massimo livello raggiunto dall'arrampicata con piccozze e ramponi e, allo stesso tempo, per sperimentare le nuove tendenze e i limiti di questo sport.
Dunque: problemi estremamente lunghi e difficili da salire, massima espressività del gesto, resistenza fisica; è questa la sintesi nel "laboratorio" dell'Ice Master 2008?
In un certo senso sì. D'altra parte quello che abbiamo sempre cercato di proporre a Daone è una ricerca sul gesto specifico di questo sport, sperimentando le sue massime possibilità d'espressione ed evoluzione. Questo, per me, significa stimolare la massima spettacolarità di questa disciplina che poi, in definitiva, si traduce anche nella massima spettacolarità per il pubblico, e di conseguenza nella massima soddisfazione per gli atleti.
Come si coniuga l'ice-climbing con la spettacolarità per lo spettatore?
Questa struttura è stata progettata proprio per riuscire a tracciare vie estremamente difficili in uno spazio più lungo, quindi vie più vicine all'idea di associare zone "boulder" ad un percorso dove la lunghezza del tiro di corda rispetto a quanto si era già sperimentato con le gare viste nel circuito fino ad ora, è maggiore. Per la prima edizione del Campionato del Mondo, quattro anni or sono, il problema da risolvere era al massimo 10 metri di sviluppo anche se la struttura era molto strapiombante.
Abbiamo cercato di interpretare anche il trend che oggi si sta delineando nell'arrampicata su terreno naturale e in falesia, tiri lunghi con più zone "problemi" di differente natura tecnica da risolvere, in un solo fiato. E questo è indubbiamente più spettacolare per il pubblico, perché si può emozionare nel vedere un atleta che arrampica in "molto" in alto.
Puoi descriverci questo nuova struttura dell'Ice Master 2008?
La struttura è divisa in tre parti: un blocco centrale, composto da strapiombi che si raccordano al enorme tetto su cui all'uscita abbiamo studiato dei nuovi pannelli leggermente strapiombanti e due torri laterali che rappresentano tutti i terreni possibili di salita con piccozze e ramponi: dal ghiaccio al misto (o dry tooling), al total dry dove praticamente vi è assenza di ghiaccio, ma si trovano prese di vere pietre di granito.
Sono presenti tutti i terreni più tecnici... inutile far notare che una struttura così richiede è un impegno enorme.
Sì, un impegno enorme, non solo di manodopera ma anche di fantasia. Placido Corradi, per esempio, quest'anno ha inventato il metodo per costruire gli strapiombi a mt 26 da terra, "incredibile" cosi credo proprio non se ne siano mai visti o costruiti al mondo.
Parlaci della parte destra, invece, cosa offre la struttura?
La parte destra o meglio dire centrale è composta da queste 2 altissime e lunghe colonne-torri che sono inclinate a 30° rispetto alla verticale e terminano con due pannelli strapiombanti. La loro particolarità è che, di volta in volta, possono essere modificate grazie a dei pezzi intercambiabili che saranno applicati prima di ogni prova e obbligheranno gli atleti a dei percorsi di difficile interpretazione, mentre il cronometro continua a correre e le braccia saranno penso...molto indolenzite ...
Ecco, andiamo verso il total dry o andiamo ancora verso il ghiaccio?
Negli ultimi 3 anni il dry tooling è cambiato. Si è partiti da salite prevalentemente su ghiaccio intervallato da qualche tratto su roccia, per poi, via via, allontanarsi dal ghiaccio fino ad arrivare alle vie odierne interamente sulla roccia... Sono le facce di un fenomeno in evoluzione che, vede la nascita di falesie di bassa quota dove si usano gli attrezzi esclusivamente su roccia.
Perciò, quale potrebbe essere secondo te la strada?
L'ice climbing, l'arrampicata con gli attrezzi, è diventata uno spettacolo davvero speciale proprio per tutto ciò che questi attrezzi consentono. Le picche e i ramponi della nuova generazione, infatti, consentono movimenti e posizioni davvero speciali, tutte nuove. Aprono l'inventiva del climber, e danno modo di sfuggire alla sola componente della forza pura per il superamento dei problemi e della salita... Con la nuova struttura di gara l'Ice Master tenta ancora una volta di interpretare questo messaggio e di proporre un nuovo passo evolutivo. Questo perché la ricerca della difficoltà, del più difficile, a mio avviso deve passare attraverso un miglioramento della tecnica d'arrampicata su ogni terreno e in una migliore o specifica preparazione fisica.
Una scommessa per Daone e per lasettima edizione dell'Ice Master?
Abbiamo cercato di creare un campo di gioco molto difficile, innovativo e selezionante, che punti ad innalzare la difficoltà senza penalizzare la spettacolarità della gara e soprattutto del gesto...sarà un nuovo stimolo anche per gli atleti, ne sono convinto. E' questo mix, di difficoltà e spettacolarità insieme all'inventiva degli atleti che cerchiamo di stimolare. Sono gli stessi ingredienti di sempre e rappresentano l'alchimia dell'Ice Master è questo l'aspetto più divertente della gara, e che in definitiva sono l'essenza di tutta l'arrampicata.
Saranno sicuramente giornate di sport e di spettacolo. Chi ci sarà, vedrà!!
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