Semifinale difficoltà 2007
Semifinali Ice Master World Cup Daone
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In un bellissimo secondo turno conquistano la finale dell'Ice Master World Cup: Simon Wandeler (Ch), Markus Bendler (Aut) Herbert Klammer (Ita), Mauro Bubu Bole (Ita), Alexey Tomilov (Rus), Alexey Vagin (Rus), Evgeny Kryvosheytsev (Ukr), Mario Prinoth (Ita). Nella gara femminile del pomeriggio Jenny Lavarda e Petra Müller comandano la classifica provvisoria. Con loro passano in finale Barbara Zwerger (Ita), Maria Shabalina (Rus), Angelika Rainer (Ita), Fiona Murray (Gb), Natalya Kulikova (Rus) e Stephanie Maureau (Fra).
Semifinale maschile Dopo la tempesta (del Föhn), la calma e l'emozione di una grande gara. E' successo proprio stamattina all'Ice Climbing Stadium di Daone. Due itinerari di dry tooling calibrati alla perfezione hanno esaltato, impegnato (e distrutto) i 21 semifinalisti dell'Ice Master World Cup. Ci volevano forza e tecnica. Scelta del ritmo (andante veloce con sentimento) e tanta, e poi tanta ancora, determinazione. Perché ogni movimento, ogni aggancio, richiedeva la massima precisione. Sì, non c'è stato proprio nulla di scontato in questa corsa, semplicemente perché su queste vie non si poteva. Le danze sono iniziate da subito con una lotta senza tregua. Una lotta, incruenta, tra gli atleti e quelle prese sfuggenti, quelle stalattiti penzolanti (dei veri e propri sparring partner di legno) che non si volevano far prendere, e poi quei metri finali verso il top eterni e alatori. La strategia oggi era tutto, e la tecnica e la velocità il grimaldello per andare in alto e sfruttare al massimo i 5' minuti di tempo. L'ha ben capito Simon Wandeler capace di rimontare con un quasi top sulla prima via, dopo che al primo tentativo era caduto proprio in basso. Bravo lo svizzero a riprendersi, e bravissimo nella seconda (difficile e tecnica via) di cui ha fatto l'unico top, da vero maestro, spendendo tutto quello che aveva - tanto che il suo commento a caldo è stato un "è durissima!" pronunciato con un filo di voce. E' dunque sua la testa della classifica provvisoria e il primo passaggio in finale. Il primo a sfondare il muro del top sul primo percorso, invece, è stato con una sicurezza e una forza da big Herbert Klammer, Peccato che l'iron man altoatesino sia poi incappato, proprio all'inizio della parete finale della seconda via, in una scivolata di becca (forse per troppa fretta). Fatto sta che il suo è il 3° punteggio della semifinale e gli vale il passaggio del turno dietro all'austriaco Markus Bendler che, con il top sulla prima via e andando altissimo sulla seconda ha dimostrato tutta la sua classe ed esperienza di competitore. Alle spalle del terzetto di testa - e degli unici tre atleti ad aver raggiunto uno dei due top - passa il turno (udite, udite) anche il triestino Mauro 'Bubu' Bole che, su entrambe le vie, ha interpretato da vera vecchia volpe la corsa innestando un'accelerazione finale davvero sorprendente. Alle sue spalle si aggregano ai 9 finalisti, nell'ordine, l'austriaco Albert Leichtfried e il russo Alexey Tomilov seguiti, parimerito, dall'altro russo Alexey Vagin, dall'ucraino Evgeny Kryvosheytsev e, infine, dal fassano Mario Prinoth che conquista la finale dopo una caduta nella prima via (con conseguente ripartenza e recupero) e di una bellissima rimonta a sfiorare il top del 2° itinerario. Non ce l'ha fatta, invece, l'altoatesino della Valle Aurina Hannes Pfeifhofer (forse l'atleta più veloce visto oggi in gara) con un quasi top sulla prima via e un fallo ingenuo nella seconda è il primo degli esclusi: certo èpoteva andargli meglio. Come non ce l'ha fatta l'altro italiano in gara, Florian Riegler, autore comunque di una buona (e volitiva) gara. Domani si replica per l'ultima corsa, quella che punta al podio. E, se oggi si è vista una grande gara, i tracciatori (bravissimi) preannunciano una finale ancora più dura... auguri agli atleti! E un'annunciata gioia (e spettacolo) per chi li guarderà correre verso l'alto e lottare! L'appuntamento è per domani
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Semifinale femminile
Anche per la semifinale femminile l'Ice Master ha servito un piatto ben difficile alle 21 atlete scese nell'arena dell'Ice Climbing di Daone, oggi più che mai campo di prova per la forza e la tecnica dell'arrampicata con piccozze. La prima regola era tenere duro, la seconda durare a lungo... Un'impresa riuscita nel migliore dei modi a Jenny Lavarda che, al suo secondo anno di gare con piccozze e ramponi, sembra ormai aver trovato tutta la forza delle sue performance migliori su roccia e nelle gare di arrampicata sportiva.
La vicentina è stata la prima a trovare la strada giusta della prima via: è andata dritta al top senza perdersi e senza farsi ingannare dalle tre stalattiti penzolanti che consentivano l'attraversamento del grande soffitto. Poi, anche nel secondo itinerario, molto più lungo, Jenny ha saputo ancora una volta sbrigare velocemente la "pratica" soffitto orizzontale, per poi puntare dritta alla grande parete di dry tooling fino ad arrivare vicinissima al top.
Una grande prova quella di Jenny, emulata perfettamente solo dalla svizzera Petra Müller che ha dimostrato grande determinazione e sicurezza, e giustamente condivide con l'taliana la testa della classifica provvisoria. Per quanto s'è visto oggi sono loro le atlete da battere. Anche se dovranno stare attente ad un'altra italiana, Barbara Zwerger, già vincitrice dell'Alpin Cup la scorsa stagione: con una grinta davvero superlativa ha saputo risolvere una gara tutta in salita lottando fino all'ultimo, e conquistando la terza piazza grazie ad un finale (da vera lottatrice) sulla seconda via.
D'altra parte oggi s'è ben capito quanto conti conquistare, piccozzata dopo piccozzata, ogni metro di via. Per alcune era proprio l'unico modo per restare in corsa. E a riuscirci meglio sono state la russa Maria Shabalina, la quarta della lista delle finaliste, seguita dalla giovane bolzanina Angelika Rainer, vincitrice dell'ultima tappa dell'Alpin Cup 2007 ed atleta che non molla davvero mai. Come non è mai doma un'altra "dura", la scozzese Fiona Murray, che condivide con la russa (ed esperta) Natalya Kulikova il sesto posto della classifica provvisoria. Mentre, a chiudere la lista delle 8 finaliste, è la francese Stephanie Maureau che partita benissimo (con un top) poi ha rischiato di compromettere tutto con un'incolore interpretazione della seconda via. Domani avrà modo, come tutte, di rimettersi in gioco...
Chi invece non potrà avere una prova d'appello sarà la svizzera Alexandra Eyer, la prima delle escluse, che in questa sua prima esperienza con picche e ramponi non ha saputo dimostrare il livello (molto alto) dimostrato nelle gare di arrampicata sportiva. Come non ha certo dimostrato tutto il suo valore Anna Torretta; per la campionessa italiana oggi girava davvero tutto storto...
Ma occorre girare pagina, e domani si ricomincia (e si rifà tutto daccapo) per il round finale. L'appuntamento è alle 10,45, naturalmente al Climbing Stadium di Daone!
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