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Open difficoltà 2007

 

 

Primo giorno di gara, prima giornata di passione. Inutile negare che il protagonista di questo primo turno dell'Ice Master World Cup di Daone è stato il "signor Föhn" che, pazzerello come l'inverno che non c'è più, ha soffiato a più non posso sul ghiaccio dell'Ice Stadium. Ma bisogna anche dire che qui in Valle avevano preso le precauzioni giuste, così la gara è andata avanti lo stesso tra il sospiro caldo del ventaccio bollente. Gara regolare, quindi (e anche interessante tecnicamente) con, a farla da padrone, il dry tooling ma anche delle stalattiti mobili che hanno preoccupato e impegnato non poco gli atleti. E il ghiaccio? Il mitico ice della Valle di Daone ha incassato e sopportato il colpo: ha pianto per tutta la giornata, ma ha retto. Mentre gli atleti, divisi in due gruppi, ciascuno con due vie a disposizione hanno continuato la loro corsa per conquistare i 20 posti disponibili per il passaggio del turno. E non è stata proprio una passeggiata per gli 88 atleti scesi in campo: le vie di qualificazione erano dure, tecniche e anche belle. In molti l'hanno affermato. Come in molti ne hanno fatto le spese.

Nel "gruppo 1", a spuntare il biglietto più pieno per la semifinale sono stati in tre: l'austriaco Markus Bendler, imperterrito autore di un duplice top su altrettante vie come del resto ha fatto il fassano Mario Prinoth dimostrando (come sempre) gran classe "arrampicatoria". Stesso risultato per il forte russo Alexey Tomilov, anche lui impeccabile su entrambi gli itinerari. A seguirli nel secondo turno, per la somma dei punti conquistati e assegnati alle varie zone e ai top delle vie in misura inversamente proporzionale al numero degli atleti che le hanno raggiunte, sono stati in otto. A cominciare dall'ìtaliano Florian Riegler che conferma uno stato di forma davvero invidiabile con un top e una prestazione davvero maiuscola. Lo segue l'austriaco Urban Eiter che, nonostante non abbia raggiunto nessuna catena, ha sfiorato entrambi i top sommando un punteggio altissimo. E' poi la volta dell'altoatesino Hannes Pfeifhofer che, pur passando il turno con estrema sicurezza, rimpiange un po' il mancato bis di top fallito per un fallo di piede su un appoggio non consentito della seconda via. Alle sue spalle, con ugual punteggio, staccano il biglietto per la semifinale anche il francese Jeff Mercier, l'austriaco Benjamin Falbesoner e lo spagnolo Israel Blanco che precedono gli altri due pari merito, il russo Alexey Vagin e il bulgaro Stanimir Zhelyzkov.

Più parco di top (solo 4) il "Gruppo 2" a cominciare da quello di uno dei gran favoriti, lo svizzero Simon Wandler, tradito (come molti altri) dalla paretona di dry tooling della seconda via dove gli aleatorie agganci sulle nuove prese in granito hanno fatto la differenza. Occorre precisione e occorre fidarsi di agganci di becca minimi su queste prese, e occorre anche forza. Una forza che certo non manca all'austriaco Albert Leichtfried e al russo Maxim Tomilov (entrambi con un top) che precedono lo svizzero nella classifica del gruppo. Mentre l'altoatesino Herbert Klammer (con il quarto top del raggruppamento e sempre molto positivo qui a Daone) passa in semifinale seguito da un altro "mito" della Valle, il triestino Mauro 'Bubu' Bole autore di un gran numero "orizzontale" nel trasbordo tra due stalattiti (finito, per sua sfortuna, con un gran volo) e di un quasi top sulla seconda via. Passaggio del turno anche per l'ucraino Evgeny Kryvosheytsev che strappa la qualificazione nonostante la scarsa forma fisica; ma si sa, anche a mezzo servizio, Evgeny ha forza sufficiente per questo ed altro. Chiudono le fila dei semifinalisti lo sloveno Luca Krajnc, il giapponese Nara Masayuki (che esordisce nel migliore dei modi per questa prima volta del Giappone a Daone), il francese Boris Bihler e infine l'austriaco Bernhard Schiestl.

L'appuntamento, dunque, è per domani per le semifinali della Difficoltà maschile e per l'ingresso in campo anche delle 23 atlete della gara femminile. E da domani inizia anche la velocità. In queste ore è chiaro: ci sarebbe bisogno di una notte fredda per riprendere ciò che se ne è andato in acqua... piuttosto l'incredibile è che di ghiaccio sulle grandi colonne ce ne sia ancora... Una cosa però è certa: oggi si è dimostrato che è possibile, non solo portare a termine la competizione, ma anche fare una bella gara di gran valore tecnico!

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