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Finale femminile 2007

Jenny Lavarda vince l'Ice Master World Cup di Daone


Con una grandissima gara la vicentina Jenny Lavarda vince l'Ice Master World Cup di Daone davanti alla svizzera Petra Müller (2° posto), alla russa Maria Shabalina (3° posto) e la bolzanina Angelika Rainer (4° posto). E' la prima volta dell'Italia sul podio di mondiale di Daone!


 

Era nell'aria e doveva succedere: Jenny Lavarda ha vinto l'Ice Master World Cup di Daone ed è la campionessa mondiale del bouder. Mai un'italiana era salita così in alto. Mai si era vista tanta emozione per un top e una vittoria attesa da tutti. E' stata la gara perfetta, quella che tutti i tracciatori, gli atleti e, naturalmente, il pubblico sognano. Jenny Lavarda s'è regalata e ha regalato a molti un'emozione sincera, tranquilla e profonda come quella che assale quando si realizza un sogno da tanto atteso.

La gara perfetta ha tempi lunghi e si decide solo alla fine. E questa finale è iniziata piano piano, con la francese Stephanie Maureau che inaugura la gara e la prima via facendo capire a tutti che lì si può andare in alto. Dopo il pannello iniziale in dry tooling, passate le stalattiti mobili, c'è il pannello che porta ad un top che bisogna conquistare sulle ultime prese. E' una via da affrontare con il ritmo giusto, occorre essere veloci e non perdersi in inutili tentennamenti. La Maureau la interpreta bene: si vede che sta meglio di ieri ma non abbastanza per risolvere l'ultima parte della parete finale. Poi né la russa Natalya Kulikova nè la scozzese Fiona Murray riescono a trovare il bandolo della matassa e si perdono più in basso.

Occorre più tecnica ma anche più grinta positiva per avvicinarsi al top, proprio quella che mette in campo Angelika Rainer. La giovane bolzanina (quasi spaesata ieri nel suo esordio in Coppa del Mondo a Daone) oggi ha affrontato la gara con una spregiudicatezza e leggerezza che l'ha portata altissima, fino a raggiungere il top allo scadere del tempo. Anzi un quasi top visto che ha accoppiato la seconda picca fuori dai 7 minuti concessi... Ma ormai la capitolazione della prima via aveva i minuti contati. Subito dopo, infatti, tocca alla russa Maria Shabalina rompere per prima l'incantesimo. E l'esperienza e la classe di una delle veterane (non per età) del Master di Daone si vede tutta quando sicura va ad accoppiare le picche sulla presa di fine via. E' fatta, la via è "aperta". E, subito dopo, anche Barbara Zwerger parte con la grinta giusta per andare in alto, ma non ce la fa a districarsi tra gli ondeggiamenti della terza stalattite, e cade.

Ora, però, è arrivato il momento della verità, il primo gradino della gara perfetta: entra in campo la svizzera Petra Müller che con Jenny Lavarda divide sia la testa della classifica provvisoria sia i pronostici di vittoria. Petra deve chiudere assolutamente questa via per mantenersi in corso verso l'oro, lo sa e lo fa con una sicurezza impressionante raggiungendo il top con un minuto e mezzo di margine rispetto al tempo massimo. Per Jenny Lavarda, scesa subito dopo in campo, la tensione (sua e quella del pubblico) è palpabile. La domanda in questi casi è sempre quella: riuscirà a superare la "paura di vincere" o si farà avvolgere dalla tensione. Ma questa è proprio la giornata di Jenny che già alle prime piccozzate viaggia assolutamente alla velocità della luce senza mai perdere concentrazione. E' così che arriva al top quasi tranquillamente. Ed è così che ormai già si sa come andrà a finire: tutto si giocherà sulla seconda via proprio con le ultime due salite della finale, che naturalmente avranno come protagoniste Petra Müller e Jenny Lavarda... Sì, si comincia ad intravedere un finale perfetto.

Intanto sulla seconda via la musica è del tutto differente. Sul pannello di dry tooling iniziale e sulle tre (distanti) stalattiti che immettono alla lunga (e difficile) parete finale si dannano tutte senza riuscire a superare la terza stalattite. Solo Angelika Rainer (davvero brava!) riesce a mettere le picche sulla parete finale, ma quando lo fa ormai ha esaurito tutto il tempo a sua disposizione. Per vedere anche quel secondo top non resta che attendere il finale che si spera perfetto e che quando Petra Müller rientra in campo tutti sperano e tutti s'aspettano.

E' cosi che quando la svizzera (che scala davvero come una macchina) arriva sulle ultime tre prese tutti sono ipnotizzati e il bollo blu di fine via davvero vicino. Ma non c'è quasi tempo di pensare che la picca salta letteralmente via dall'ultimo fondamentale aggancio rovescio... e Petra va giù. Pochi attimi e tocca a Jenny Lavarda, è l'ultima a scendere in campo e ha una meta da non lasciarsi sfuggire: raggiungere il top e conquistare l'oro di Daone. Concentrazione, velocità, tecnica e forza è ciò che le serve. Ed è proprio quello che Jenny fa da subito. Avete presente la perfezione? Bene oggi Jenny è stata perfetta e (scalando benissimo) raggiunge quel benedetto top che le regala l'Ice Master di Daone e quell'emozione (trasmessa a tutto il pubblico) per cui è stato bello essere qui, a Daone, alla gara perfetta!

 

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